La terapia artistica orientata al processo si colloca all’interno delle proposte dell’arteterapia antroposofica avvalendosi di alcuni metodi sviluppatisi a partire dal 1920. Nella terapia artistica orientata al processo si parte dal presupposto che ogni dinamica vivente sia inserita in un rapporto in divenire in cui spazio, tempo e individuo creino un’unicum inscindibile. Le tracce di tale connessione sono riscontrabili nella qualità dell’agire di ogni individuo.


La capacità dell’arteterapeuta è quella di cercare di cogliere questa unicità e saperne leggere all’interno dell’agire artistico sia le dinamiche patologiche che le risorse individuali, distinguendo il senso profondo di tale rapporto di connessione. Laddove è possibile l’arteterapeuta cerca di accompagnare la persona a rimuovere attraverso gli strumenti propri della pratica artistica ( linea, superficie, colore, forma, composizione, gesto…) quegli ostacoli che impediscono la realizzazione della propria sana personalità o quanto meno ad un’ espressione il più libera e soddisfacente di quell’unicità individuale che costituisce il fine di ogni biografia.