1 LOGISTICA: MILANO? ORIAGO? DOVE COME QUANDO CHI. La cornice fissa in cui ci muoviamo prevede lezioni organizzate in 10 fine settimana di 20 ore ciascuno più 12 giornate intensive di 10 ore ciascuna distribuite durante l’anno.
Sono inoltre obbligatori: i tirocini annuali e la consegna di lavori, elaborati, esperienze assegnati durante tali lezioni. Il calendario delle lezioni viene fornito a settembre e salvo seri imprevisti non dovrebbe subire variazioni. Il calendario riporta date e orari, luogo di svolgimento delle lezioni e tematica generale affrontata. La natura delle attività proposte non consente una struttura fissa per tutti i week end in quanto i tempi dei processi artistici sono molto vari e articolati. I corsi possono essere frequentati in due sedi: a Oriago (VE) e Milano. Mentre le giornate intensive (12 giornate di 10 ore ciascuna distribuite durante l’anno) si svolgeranno presso Valeggio sul Mincio, distribuite in due o tre week end e solitamente a cavallo delle festività. In tale occasione saranno invitati docenti dall’estero e sarà possibile far incontrare i due gruppi di Oriago e Milano. Il materiale utile per il lavoro insieme verrà fornito da Cinabro e lo troverete sul posto (le spese per il materiale corrente sono comprese nella quota annuale), mentre per il lavoro a casa ognuno dovrà procurarsi il necessario.

 

2  RECUPERI LEZIONI E ASSENZE. Non è prevista la possibilità di perdere lezioni, in quanto forniscono uno spunto senza il quale non è possibile proseguire il lavoro a casa. Va concordata di volta in volta la modalità di recupero con i docenti ( ad es. spostarsi di sede quando è possibile). Un suggerimento utile è trovare il modo di lavorare a casa con qualche collega di corso.

 

3 CONTEGGIO ORE. Le ore di lezione saranno conteggiate a 50 minuti. Saranno inoltre considerate le ore di tirocinio e le eventuali ore di corsi, convegni e approfondimenti consigliati come facoltativi dai docenti. Nel conteggio delle ore sarà compreso anche il lavoro svolto a casa: l’effettivo svolgimento di un corso verrà segnata sul libretto soltanto dopo la consegna degli elaborati assegnati. Nella verifica di giugno viene valutata la presenza di tutti i lavori dell’anno che sarà segnata come monte ore svolto. I RITARDI VENGONO CONTEGGIATI: ogni processo sulla terra ha uno svolgimento nel tempo! LIBRETTO?? Il libretto è un insieme di dati che riguardano ciascun iscritto: presenza a lezioni, lavoro svolto, tirocini effettuati… Rimane in segreteria: ergo non si può portare a casa perché se si perde non esiste più nessuna documentazione sul percorso svolto. Va fatto firmare da ogni docente a fine lezione e poi riconsegnato. ( Sarà magari opportuno che per ogni gruppo ci sia un incaricato libretti preciso e affidabile…)

 

4 TIROCINI. Per ogni anno di corso sono previsti dei tirocini. Per i tirocini è indicato un numero di ore totali indicativo, ma ciò che conta è la qualità del tirocinio svolto. Nel primo anno ci sono solo tirocini osservativi mentre dal secondo cominceranno a diventare anche operativi. I tirocini possono essere organizzati da ciascuno nella propria zona e con tempi individualizzati, ma devono essere presentati in forma scritta e ricevere l’approvazione dei docenti prima di essere effettuati. Oltre alle ore di presenza in strutture le cui caratteristiche saranno man mano indicate a lezione nel corso dell’anno, parte fondante del tirocinio sono le relazioni da presentare al termine dell’esperienza. Verrà infatti fornita una griglia osservativa con cui misurarsi nella riflessione e nell’elaborazione delle esperienze fatte.

 

5 RELAZIONI, ESERCITAZIONI, CORREZIONI . Vorremmo tanto stralciare questo paragrafo in quanto comporta sia per voi che per noi docenti un lavoro immenso, ma l’unica cosa che potrebbe sostituirlo sarebbe vederci tutti i giorni ed esercitare insieme. Vi chiediamo perciò di fare costantemente una relazione per ogni lezione svolta. L’ideale sarebbe scriverla entro una settimana dalla lezione. Si tratta di una sorta di feed-back con il quale avete modo di ritornare con il pensiero al lavoro fatto insieme, riflettere e riorganizzarlo a modo vostro. Per quanto riguarda le lezioni pratiche affrontate 3 punti: I) descrizione chiara e oggettiva di ciò che è stato fatto II) una parte che riguarda considerazioni più teoriche, riflessioni e collegamenti emersi a lezione III) una parte dove potete inserire domande, riflessioni, critiche, esperienze, ecc. personali. Per quanto riguarda le lezioni teoriche potete fare un riassunto di quanto avete appreso , pensare ad un titolo appropriato e infine concludere con eventuali domande e spunti personali . Solo se il docente è d’accordo potrete registrare le lezioni, ma non ci interessa una mera sbobinatura o un insieme di appunti scollegati. Questa riflessione scritta è proprio uno strumento di lavoro, utile per formare il proprio pensiero ( i risultati si vedono nel secondo anno…). I docenti si accollano la correzione di tutti i vostri elaborati e da questa lettura intensa, che li accompagnerà nei lunghi spostamenti in treno, ricaveranno idee, riflessioni e verifiche per migliorare l’intervento formativo. Le relazioni migliori vengono poi raccolte e distribuite a tutti, costituendo un libro di testo personalizzato. Saranno inoltre proposte relazioni, ricerche, esercizi pratici che ogni docente assegnerà di volta in volta specificando la data di consegna. Nel corso del w.end sarà prevista una correzione collettiva dei lavori artistici svolti a casa: dagli errori si impara moltissimo! 

 

6 AUTOVALUTAZIONE.  Come valutare un adulto che sulla base di una propria motivazione e interesse personale intraprende una formazione di specializzazione professionale così specifica come Cinabro? Da una parte ci devono essere dei criteri solidi, in quanto la responsabilità a cui si va incontro svolgendo un lavoro nel sociale e a stretto contatto con il disagio prevede delle competenze e abilità professionali ben precise. Appartengono a questo versante un’adeguata preparazione artistica, una competenza sociale e relazionale equilibrata, una solidità di fondo che abbracci la sfera del pensiero, della gestione delle emozioni e della capacità di agire. A questo si intreccia tutto ciò che rende unico e assolutamente imprevedibile ogni individuo, il filo rosso che compone le esperienze di ciascuno di noi in una biografia unica, la quale può avere un modo del tutto personale di afferrare e integrare un’ esperienza. Attraverso un lavoro di autovalutazione svolto nel gruppo crediamo di dar voce alle diverse istanze, cercando di volta in volta insieme al singolo e al gruppo la modalità migliore perché avvenga un incontro proficuo. E’ sempre possibile verificare che la forma migliore per quest’ incontro non sia la formazione che propone Cinabro, che i tempi del singolo non coincidano con i tempi del gruppo in formazione, che istanze personali premano eccessivamente impedendo lo svolgersi di un equilibrato interesse professionale…Con la correzione collettiva e la richiesta di un’autovalutazione nel gruppo, i docenti cercano di portare consapevolezza rispetto alla posizione di ciascuno e l’effettiva potenzialità di Cinabro nei confronti di ogni persona, nel rispetto reciproco, con coscienza e senso di responsabilità. 

 

7 COLLOQUI INDIVIDUALI.  In linea di massima ogni processo e riflessione che riguardi la formazione (dubbi, valutazioni, problemi, critiche, osservazioni, difficoltà…) viene per scelta espresso nel gruppo durante le lezioni. E’ evidente che un lavoro così intenso a livello artistico comporti una profonda messa in gioco e trasformazione personale, tale da far emergere, anche in modo doloroso, istanze e problematiche personali. Non va dimenticata però la natura di Cinabro che attraverso il lavoro individuale vuole pervenire ad una preparazione professionale adeguata. Pertanto è sempre all’interno di un ottica formativa che viene assorbita e accolta ogni istanza individuale. Tale modalità da una parte può fornire utile materiale di lavoro formativo, dall’altra rispetta i limiti della proposta didattica in quanto non fa parte del mandato e delle competenze di Cinabro quale scuola di specializzazione professionale interferire in temi e situazioni di carattere individuale. Naturalmente se intervengono fattori privati e personali tali da dover essere condivisi in modo più protetto è possibile chiedere un colloquio individuale con i docenti.  

 

8 DOMANDE (“Perché soffri, zio?” Parsifal).  Le domande sono uno strumento di lavoro e ci sono indispensabili, soprattutto quelle che avete avuto modo di elaborare e far emergere da un vostro lavoro personale su ogni tema. Così anche le critiche e le proposte, accolte con gioia se accompagnate da atti e impegni operativi. Ai timidi si può dire che le domande permettono a tutti di avanzare, anche ai docenti. I chiacchieroni rispondano prima a questa domanda: quello che dirò permetterà a tutto il gruppo di avanzare?

 Vi auguriamo buon lavoro! Silvia Manuela Renzo